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Questione Alfieri: “con chi andrà?”
lunedì, 27 aprile 2015
 
 
“Con chi andrà? Con una lista civica del suo amico De Luca, o con altra lista, di centro o centrodestra? vedremo...”. L’ex presidente dell’Ente Parco del Cilento e Vallo di Diano, Giuseppe Tarallo, si chiede in quale lista deciderà di schierarsi il sindaco Alfieri dopo che la direzione regionale ha di fatto annullato la sua candidatura nella lista provinciale di PD. Tarallo definisce Alfieri il “santissimo” per sottolineare la sua spregiudicatezza in azioni contrarie alla tutela dell’ambiente. Si veda la “Questione Trentova” sulla quale l’ex presidente del Parco non ha mai smesso di accusare il sindaco. Già, con chi si candiderà Alfieri? Perché, a campagna elettorale ormai avviata da tempo, il sindaco di Agropoli dovrà pur candidarsi. Passare ad un altro schieramento sembra troppo tardi anche se la forza elettorale potrebbe rappresentare l’ago della bilancia da cui dipenderebbe la sconfitta dell’una o dell’altra coalizione; l’arma del cambio di schieramento potrebbe però rappresentare un effetto suasorio maggiore rispetto alla lettera dei Duecento. Potrebbe decidere di candidarsi nelle liste civiche, ma questo rappresenterebbe un eccessivo sbalzo del quorum, tanto da annullare “l’effetto civetta” di alcune di queste: in effetti, le candidature delle liste collegate reggono finché il quorum resta basso, se questo si alza in senso spropositato si ha un duplice effetto di sbilanciamento, da un lato si tolgono consensi a tutti i candidati della lista ufficiale del partito, il che è contrario all’esistenza stessa di una lista collegata, dall’altro l’eccessiva totalizzazione di voti inibisce l’elezione di qualche candidato con un quorum minimo, casomai proprio a qualche candidato che è stato inserito in alcuni territori per togliere consensi all’avversario di partito. L’azione più logica sarebbe quindi quella di fare lobbing sul partito per rientrare nella lista da cui è stato escluso.