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Save the Chirldren: Quinto Atlante dell’Infanzia (a rischio) in Italia
giovedì, 11 dicembre 2014
 
 
Il 25% dei minori in Italia (uno su quattro) vive in luoghi umidi, con tracce di muffa, visibili alle pareti, un milione e trecentomila i bambini che vivono in famiglie con notevoli problemi di sovraffollamento in un sistema socio-economico nel quale è in aumento l’emergenza abitativa con l’aumento pari ad 8,3% delle famiglie con ingiunzione di sfratto per morosità incolpevole. E’ drammatico il quadro sociale dell’infanzia pubblicato sul “5° Atlante dell’Infanzia (a rischio) in Italia” da Save the Children, desunto da “Gli orizzonti del possibile”,  una rilevazione che analizza la condizione dell’infanzia nel nostro paese, nell’ambito della campagna “Illuminiamo il Futuro” per il contrasto della povertà educativa. Nell’Atlante sono pubblicate una quarantina di mappe dalla quale si desume il disagio sociale di ragazzi e adolescenti, un disagio amplificato dalle condizioni, spesso di degrado sociale, nelle quali vivono le famiglie. I dati sui consumi mostrano come la povertà assoluta delle famiglie è cresciuta ulteriormente nel 2013 e riguarda ormai il 13,8% dei minori (oltre un milione e 400 mila tra bambini e ragazzi con un incremento del 37% di minori interessati dal fenomeno rispetto al 2012), mentre più del 68% delle famiglie sono costrette a tagliare sugli alimenti o a comprare cibo di qualità inferiore. La povertà dei minori in Italia non è solo materiale: “3 milioni 200 mila bambini e ragazzi tra 6 e 17 anni (il 47,9% del gruppo di età) non hanno letto un libro nel 2013 e circa 4 milioni (il 60,8%) non hanno visitato una mostra o un museo. Non viaggia né si apre a nuovi mondi e persone il 51,6% di under 18 che vive in famiglie che non possono permettersi nemmeno una settimana di ferie l’anno lontano da casa. Lo sport grande assente nei pomeriggi del 53,7% degli adolescenti (15-18 anni), che non fanno alcuna attività motoria continuativa nel tempo libero”.  La deprivazione culturale va di pari passo con quella economica: 1 milione 434.000 (pari al 13,8% del totale dei minori) sono gli under 18 in povertà assoluta, quindi addirittura privi del necessario per vivere un vita quotidiana dignitosa. Di essi 376 mila minori (67 mila bambini fino a sei anni e 309 mila bambini e adolescenti tra i 7 e i 17 anni) si sono aggiunti nel solo 2013, in particolare nel Mezzogiorno dove la percentuale di minori in povertà assoluta sale in media al 19%, con punte in Calabria (29%), Sicilia (24,7%), Sardegna (22,2%), Puglia (18,2%). 2 milioni 400 mila sono invece i minori (quasi 1 su 4, per l’esattezza il 23%) 5 in povertà relativa, cioè in famiglie con un reddito molto basso e quindi costrette a tagliare dove possibile, diminuendo la qualità e quantità di cibo, per esempio (il 68,9% di nuclei con bambini è in questa situazione), o rinunciando a viaggi, cultura, sport, svaghi. Non si permettono mai un viaggio e una vacanza lontano da casa il 51,6% di famiglie con almeno 1 minore, a fronte del 40% nel 2010. Fanno sport  solo  il 46,3% di adolescenti, in particolare le ragazze praticano sport molto meno dei maschi (40,1% contro 50,7%), con picchi di inattività soprattutto nel Mezzogiorno (dove la percentuale di teen ager inattivi schizza in avanti di 22 punti percentuali). E’ il Mezzogiorno a pagare lo scotto maggiore di questo disagio socio-economico e culturale, un Sud che sembra stia sempre più affondando in un degrado fatto di privazioni e di periferie urbane in mano alla criminalità organizzata, spesso con un tessuto sociale angustiato da dipendenze che vanno a colpire il senso di socialità di bambini e ragazzi. In Campania, ad esempio,  4 bimbi su 100 giocano in strada,  che sarebbe già un dato negativo a considerare la pericolosità delle strade in una regione con ampie periferie urbane, ma nel rapporto il dato sembra quasi positivo: il resto della popolazione giovanile non ha spazi dove giocare. L’emergenza abitativa in Campania consta di 4.730 famiglie "sotto sfratto" con tutte le conseguenze negative sulla psiche dei minori. E’ necessaria una politica incisiva sul fronte sociale e soprattutto su quello giovanile, cosa che non sembra essere tra le priorità dell’agenda politica. “Gli orizzonti a disposizione dei nostri bambini sono sempre più chiusi: si riducono gli spazi di autonomia, socialità, svago, e si riducono gli spazi mentali, le opportunità di formazione e crescita intellettuale e relazionale, sospingendo sempre più bambini ai margini. E’ sotto gli occhi di tutti il disagio di tante “periferie”: luoghi deprivati di verde, spazi comuni, trasporti efficienti, scuole a tempo pieno e sempre più popolati da giovani coppie con bambini. Le periferie dei nostri giorni sono le nuove città dei bambini.  Da qui dobbiamo cominciare se vogliamo riaprire spazi di futuro e opportunità per l’infanzia nel nostro paese”, è il commento di Valerio Neri, Direttore Generale Save the Children, l’Organizzazione che dal 1919 lotta per salvare la vita dei bambini e difendere i loro diritti. “Inoltre in questa quinta edizione dell’Atlante dell’Infanzia abbiamo voluto dare voce a una molteplicità di interventi e pratiche coraggiose e innovative che dimostrano che riaprire gli orizzonti dei minori e delle loro famiglie non solo è possibile ma è già a portata di mano. Esperienze come quelle delle scuole che hanno deciso di condividere i propri cortili con il quartiere, a Torino, o dei ragazzi che sfidano gli spazi cittadini facendo parkour a Roma o in altre città. Un cambiamento reale è possibile ad esempio umanizzando i percorsi nascita, realizzando più servizi per la prima infanzia, aprendo e rinnovando le scuole, intervenendo nelle periferie con nuove opportunità sociali e culturali, ripensando l’utilizzo degli spazi pubblici. Sono esempi positivi ma che per produrre cambiamenti tangibili debbono essere replicati su vasta scala e andare di pari passo con un’azione determinata da parte del Governo per aggredire le gravi povertà sociali ed educative che affliggono milioni di minori”.