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Rapporto Ecomafia 2017: circa 3 reati ambientali ogni ora
lunedì, 10 luglio 2017
 
 
“25.889 reati ambientali contestati su tutto il territorio nazionale, 71 al giorno, circa 3 ogni ora”, rimangono impressionanti le cifre degli illeciti contro l’ambiente in Italia anche se nel 2016, rispetto all’anno precedente, vi è stata una flessione dei reati ambientali del 7% (da 27.745 a 25.889). Nero su bianco è il Rapporto Ecomafia 2017 di Legambiente a descrivere la mappa degli illeciti e dei reati nel Belpaese.

La risposta dello Stato
In crescita, si legge nel Rapporto di Legambiente, il numero degli arresti: 225 (contro i 188 del 2015). Crescono anche le denunce: 28.818 (a fronte delle 24.623 della precedente edizione di Ecomafia) e i sequestri, 7.277 (nel 2015 erano stati 7.055).  “Il combinato disposto del calo di illeciti e dell’aumento di arresti e denunce racconta meglio di ogni altro dato” si legge nella premessa del Rapporto “il netto cambio di passo del nostro paese. Merito prima di tutto del rinnovato impianto legislativo, finalmente in grado di colpire gli ecocriminali, smontando definitivamente quella corazza di impunità che li ha protetti per decenni.”

La geografia dei reati
Le quattro regioni del Sud a tradizionale prevalenza mafiosa si confermano alla guida della classifica degli ecocrimini. V’è però il dato dell’incidenza complessiva rispetto al monte nazionale (poco più del 44% rispetto al 48% dello scorso anno) che testimonia la tendenza degli ultimi decenni ad un progressivo spostamento del sistema malavitoso verso regioni, soprattutto del Nord, che erano pressoché avulse da comportamenti mafiosi e camorristici: questa tendenza generale si conferma anche nel campo dei reati ambientali. Prima regione con più alto tasso di crimini ambientali si conferma la Campania con 3.728 casi, segue poi la Sicilia con 3.084, la Puglia (2.339) e la Calabria (2.303). La Liguria si riconferma prima regione del Nord, la Toscana scende verso la sesta posizione.
La mappa dei reati per provincia
La provincia di Napoli rimane, con una certa stabilità, la più colpita con 1.361 infrazioni, segue la provincia di Salerno con 963 reati accertati. Poco sopra la soglia delle 800 infrazioni accertate sono le province di Roma (820), Cosenza (816) e Palermo (811).

Il business dell’ecomafia
Il giro di affari del 2016 è di poco meno di 13 miliardi, il 6,2 in meno rispetto all’anno precedente con una contrazione percentuale di oltre il 32%. “Un calo significativo” si legge ancora nel Rapporto “dovuto soprattutto alla riduzione della spesa pubblica per opere infrastrutturali nelle quattro regioni a tradizionale insediamento mafioso (con una contrazione di 4 miliardi di euro, meno 58%), ma anche al lento ridimensionamento nel mercato illegale: tra abusivismo edilizio, archeomafia e gestione illecita dei rifiuti, la riduzione dei fatturati derivanti da attività illegali è stata di oltre 2 miliardi, pari al 18% circa.”