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PSR. Trionfano le regioni del Nord, appena sufficiente il Mezzogiorno, la Basilicata out
venerdì, 02 gennaio 2015
 
 
Trionfano le regioni del Centro Nord per capacità di spesa dei fondi per i Programmi di Sviluppo Rurale (PSR). Dei più di due miliardi e mezzo erogati, di cui uno e mezzo di fondi europei (2,6 mld la spesa complessiva, 1,34 mld i fondi messi a disposizione dall’Unione Europea), la capacità di spesa delle regioni settentrionali è stata superiore al 90%. Tra i primi posti la Provincia Autonoma di Bolzano con il 94,6% di spesa realizzata, segue la Lombardia col 90,7%. In difesa le regioni del Centro con un range di spesa che va dal 75 all’86%. Di poco superiore alla media nazionale le regioni del Sud, una delle quali, la Basilicata, non riesce a raggiungere gli obiettivi minimi. “Malgrado gli sforzi messi in campo” si legge nella nota ufficiale del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali “nel caso della Basilicata non è stata raggiunta la spesa necessaria, inferiore di circa 18,3 milioni di euro alla quota minima stabilita dai regolamenti comunitari. Per Abruzzo, Marche e Sardegna, invece, è stato possibile raggiungere il livello di spesa necessario ad evitare penalizzazioni da parte dell'Unione europea. La circostanza rimane cruciale per la capacità di programmazione delle regioni del Mezzogiorno, molte della quali rientrano nell’Obiettivo Convergenza, un aiuto straordinario che dovrebbe portare sviluppo integrato nei territori regionali per uniformarli al resto del Paese e dell’Europa.
 
Un lavoro in extremis
"Si tratta di un passaggio importante” ha dichirato il Ministro Maurizio Martina nel merito della capacità di spesa complessiva “frutto del lavoro sinergico portato avanti da Ministero, Agea, Regioni e Organismi pagatori, che conferma le possibilità del mondo agricolo di utilizzare sempre meglio le risorse finanziarie messe a disposizione dall'Unione europea in un settore strategico per l'economia del Paese, dimostrando dinamicità e propensione a investire per incrementare la competitività delle imprese agricole italiane e delle aree rurali in generale.” In alcune regioni, tra queste la Campania, il lavoro si è concentrato nell’ultimo anno, in particolare negli ultimi mesi e nelle ultime settimane, uno sforzo immane a detrimento, però della capacità di pianificazione, per recuperare tempo prezioso evitando penalizzazioni da parte europea. “Il lavoro svolto nelle ultime settimane con Agea e le Regioni sui fondi comunitari di sviluppo rurale” continua il Ministro Martina “è stato intenso e ha portato a risultati soddisfacenti. È stato recuperato gran parte del ritardo accumulato nel corso dell'anno sulla spesa e ciò ha permesso di chiudere il 2014 riducendo al minimo il rischio di penalizzazioni finanziarie da parte della Commissione europea".

Il modello di contribuzione e la pianificazione
Perché il Mezzogiorno arranca nella capacità di spesa? Le ragioni sarebbero numerose, ma un minimo comun denominatore ne riduce il senso a due grossi limiti: in primis la frammentazione delle pianificazioni locali che non trovano confluenza nella programmazione regionale ed europea. Questo rende eccessiva la burocratizzazione delle procedure e rende inaccessibili i fondi. In secondo luogo, pesa sulla capacità di impiego dei fondi la quota parte del cofinanziamento regionale, non sempre disponibile nelle modalità e nei tempi previsti dalle misure. Questo rallenta le procedure e dilata i tempi per la messa a bando delle misure. "Queste problematiche”  ha aggiunto Martina “se da un lato impongono interventi mirati e tempestivi a livello  organizzativo sulle strutture regionali incaricate della spesa dei programmi comunitari, dall'altro ci devono far riflettere sull'utilità di mantenere una modello programmatorio che impedisca qualsiasi forma di compensazione della spesa tra Regioni e che di fatto esponga il Paese al rischio concreto di penalizzazioni finanziarie da parte dell'Unione europea".

Competitività delle imprese agricole e politica dei settori strategici
"Il dato di quest'anno” conclude il Ministro “è particolarmente significativo, perché ottenuto a carico di misure che hanno teso a privilegiare interventi molto importanti, volti al sostegno della competitività delle imprese agricole, di pratiche agricole ecocompatibili e di investimenti in settori strategici, come quelli finalizzati alla diffusione della connettività a banda larga nelle aree rurali. Da queste esperienze si dovrà ripartire per chiudere al più presto il negoziato in corso con la Commissione europea, in modo che i nuovi Programmi di sviluppo rurale 2014-2020 possano vedere la luce al più presto e consentire alle imprese agricole italiane di beneficiare dei relativi interventi già a partire da questa campagna".