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Il Parco, Matera Capitale della Cultura 2019 e la “Casa-Museo Ortega” di Bosco
mercoledì, 19 novembre 2014
 
 
“Sto bene con voi perché qui ho trovato un'angoscia e una miseria che sono quelle della mia gente. Perché i colori sono quelli della mia terra. Sono rimasto, perché la pelle dei braccianti è scura e secca, come quella dei contadini spagnoli”. Un atto d’amore di un grande pittore, Josè Ortega, per le genti del Sud, un atto col quale prende coscienza della similitudine del dolore e ne dà compartecipazione attraverso la sua arte. Non è un chinare il capo. Ortega continua col descrivere quella sorta di rivolta culturale che fonda le radici in un tessuto antropologico e sociale ricco di storia e di contenuti. “Qui sono venuto a costruire un pezzetto di libertà” scrive infatti il maestro. “Lavorare in queste terre, significa osservare e imparare costantemente, per portare poi con noi qualcosa di veramente puro e genuino che valga la pena di aver assimilato. Ci sono dei momenti nella vita dei popoli, in cui gli artisti sentono che un'arte a contenuto rivoluzionario è una necessità. Quindi non più l'arte per l'arte. Noi poeti, musicisti, pittori, noi creatori d'arte...contro coloro che predicano il disimpegno e l'evasione...sentiamo che il popolo ha bisogno di forme artistiche che chiamino all'unione per restituire libertà e democrazia al paese”. Non sono mere parole che inneggiano a una qualche forma astratta di “revolución”. Le parole assumono peso e misura di un riscatto nella consapevolezza della proprie radici, della propria cultura, del proprio essere. L’arte deve evidenziare gli enormi contenuti dell’umanità per proiettarli verso l’arricchimento e la crescita emozionale prima ancora che culturale e socio-economica. Tutto questo lega Matera Capitale Europea della Cultura 2019 col Cilento. Josè Ortega scrive questo a Bosco di San Giovanni a Piro, dove aveva comprato una casa, oggi divenuta “Casa-Museo Josè Ortega”, ma l’oggetto di questo scritto e della sua pittura è il Mezzogiorno. L’angoscia, la miseria, la pelle scura e secca sono quelle del Sud, quelle di un Mezzogiorno che ancora oggi, a più di trent’anni dalla sua morte, stenta a trovare la strada della consapevolezza e dello sviluppo. I paesaggi, i colori, la gente sono quelli del Sud. Si potrebbe dire generalizzando che siano quelli del Sud del Mondo. Le stesse figure dei soldati che sbucano quasi dal nulla, effetto dello sfondo bianco, per reprimere la rivolta di Bosco, nelle maioliche dipinte per la commemorazione dei Moti del ’28 a Bosco, le stesse figure che cadono sotto i colpi di fucile, rappresentano figure quasi titaniche del racconto di un eccidio della cultura. Son poche le opere d’arte che hanno una dimensione geografica come questa. Nelle maioliche di Bosco, i soldati che portano la repressione sono rappresentati provenienti dal Nord, le famiglie dei contadini, le scene dell’incendio sono nella parte a Sud. Dopo le truppe della repressione del maresciallo Francesco Saverio Del Carretto si contano le tante speranze disattese dello stato unitario e di quello repubblicano. Eppure Josè Ortega potrebbe rappresentare il trait d’union che lega l’entusiasmo e la rivincita di Matera a capitale della cultura con l’aspirazione del Cilento a muoversi in un panorama più ampio di quello regionale in cui in questi ultimi anni è stata relegata. Prima di stabilirsi a Bosco, Ortega aveva vissuto per anni a Matera.  “La Scaletta nei Sassi”, il circolo culturale dove il pittore operò per anni, sperimentando le tecniche di scultura dei bassorilievi, divenne la “revoluciòn” culturale del Mezzogiorno che poi trasferì nella casa di Bosco dove il riconoscimento delle radici e la presa di coscienza di essere un cittadino del Sud determinarono la rivoluzione artistico-culturale. Perché il Parco, tra una giornata sui lupi e una sui boschi vetusti, non si fa promotore di ricollegare questo filo rosso che pure aveva cominciato a tessere attraverso la realizzazione della “casa-museo Ortega”? 
 
Copertina: la maiolica davanti alla "Casa-Museo Ortega" a Bosco
 
Josè Ortega Maioliche della repressione dei Moti del 1828 a Bosco 
 
 
Josè Ortega 
 
La Casa di Ortega a Matera