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Erosione: praterie di Poseidonia contro l’erosione e la cementificazione
venerdì, 06 giugno 2014
 
 
Restauro ambientale della prateria di Poseidonia contro l’erosione costiera, il primo progetto sperimentale nell’area del Parco del Cilento, Vallo di Diano e Alburni è cominciato sul litorale di Acciaroli. La progettualità è coordinata dall’Università di Roma Tor Vergata con supporto della Econ e di Luigi Valiante, che ha fatto varie altre sperimentazioni sulla fascia costiera italiana, dal Golfo di Palermo all’Isola d’Elba. Il progetto sperimentale si contrappone al cemento contro il fenomeno erosivo stabilito dal progetto del “Grande litorale salernitano”. “Per aumentare la possibilità di fruizione del nostro arenile nel breve periodo” ha postato il sindaco di Pollica, Stefano Pisani, “da stamattina abbiamo cominciato a ricostituire l'arenile di Acciaroli: sono sempre più convinto che l'uomo debba limitarsi a rimettere le cose a posto, perché al resto ha già pensato la natura.”

Il ruolo delle praterie di Posidonia oceanica contro il fenomeno erisivo
È noto che le praterie di Poseidonia oceanica svolgono un ruolo fondamentale sulla dinamica costiera in quanto  possono agire sulla sedimentazione, almeno a scala locale, modificando il sedimento originario di  impianto (Dauby et al., 1995). Questo fenomeno è dovuto alla duplice azione che le foglie viventi  esercitano sia sul particolato fine che viene catturato ed imbrigliato tra i rizomi, sia sulle onde e le  correnti la cui intensità viene notevolmente ridotta; la matte inoltre rappresenta una struttura allo stesso tempo elastica e rigida che può assorbire una parte dell'energia delle onde (Fonseca et al., 2007). Infine le foglie morte, trasportate a riva dalle correnti, costituiscono ammassi misti a sabbia che possono superare anche il metro di altezza (banquettes) e che rappresentano una protezione per le spiagge, attenuando i danni provocati dalle mareggiate (Jeudy de Grissac, 1984a), rappresentando perciò un'importante cintura naturale di contenimento e di protezione delle coste dall'azione erosiva del moto ondoso. E’ evidente come la gestione delle banquette, considerate le possibili ripercussioni ambientali derivanti dalla loro non corretta gestione, costituisca un aspetto fondamentale di cui tenere conto in un’ottica di pianificazione e programmazione degli interventi da attuare sulla fascia costiera, secondo i  principi della gestione integrata (ISPRA, 2010; Simeone e De Falco, 2013). Da ciò deriva l’auspicio che tali aspetti debbano essere affrontati nell’ambito di linee guida consolidate e condivise, anche a  livello locale.  Nell’intento di salvaguardare le praterie a P. oceanica, quali barriere naturali contro l’erosione costiera assume un’importanza basilare definire le aree occupate dalle praterie, studiarne gli aspetti strutturali, funzionali ed ecologici, mediante specifiche indagini di campo che permettano di ottenere sia cartografie aggiornate e di dettaglio, sia indicazioni affidabili circa lo stato di salute delle praterie e dei  popolamenti ad esse associati (Pergent et al., 1995). (Conservazione e gestione della naturalità negli ecosistemi marino-costieri. Il trapianto delle praterie di Poseidonia oceanica-ISPRA).

Gradualità degli interventi
La gestione sperimentale delle praterie di Poseidonia ha cominciato a definirsi a metà del 2000: uno dei primi casi di studio è stato quello del Golfo di Palermo, dove si è concretizzato un rinascimento della costiera con notevole miglioramento delle condizioni marine. Altro caso contro il fenomeno erosivo è quello di Santa Marinella, un lungo intervento che si è sviluppato nel corso di sei anni (2004-2010) che ha dato ottimi risultati. Notevoli i risultati ottenuti nel progetto dell’Isola d’Elba (2007-2008) e a Capo Rizzuto (2008-2009). Sul litorale campano si sviluppa il progetto di Ischia tra il 2008 e il 2009. Necessaria è la gradualità degli interventi che prevedono fasi di rinfoltimento della Posiedonia, ad Acciaroli si sono usate le stesse piante dei fondali a largo, e il progressivo irrobustimento della fascia di arenile, questo nel breve periodo; nel medio e lungo periodo è necessario una progettualità più ampia sull’apporto dei corsi d’acqua che sfociano in mare.