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Cilentana: quasi due incidenti a settimana, l’alta rischiosità di alcuni tratti
venerdì, 02 maggio 2014
 
 
Ci sarà una ragione se gli incidenti sulla Cilentana si concentrano in punti ben definiti. Da Agropoli a Vallo della Lucania in due tratti la frequenza di incidenti e di morti è altissima: Agropoli-Prignano e Omignano-Vallo. Tralasciando il primo per motivi di ordine logistico, la stasi su quel tratto ha l’effetto positivo di azzerarne la rischiosità, sul secondo tratto la casistica degli interventi dei mezzi di rimozione è impressionante: cinquecento incidenti in un arco temporale di dieci anni, quasi uno a settimana. Una decina di morti, in media un morto all’anno.
Interventi 2003-2013
I dati della casistica si basano sul numero deli interventi dei mezzi di rimozione, confrontandolo con quello dei ricoveri per traumi da incidente stradale. Nel tratto Omignano-Vallo Scalo, tra marzo 2003 e la primavera dello scorso anno, ci sono stati più di cinquecento interventi, il che corrisponde ad altrettanti incidenti per i quali è stato necessario il trasporto del veicolo su carro attrezzo. Cinquecento interventi in un decennio fanno, in media, cento interventi all’anno, quasi due a settimana, in meno di venti chilometri.  Si tratta d’interventi di rimozione, le auto coinvolte non erano nelle condizioni di poter continuare a viaggiare. Meglio sgombrare subito il campo da equivoci: nella maggior parte degli incidenti sulla Cilentana si sono provocati danni seri agli autoveicoli e alle persone, questo per la velocità e le caratteristiche dell’impatto.
I punti critici
Le aree interessate dagli incidenti sono tre: il viadotto prima dell’uscita di Vallo Scalo, 100 interventi nel periodo preso in considerazione, il tratto ricompreso tra la galleria di Vallo Scalo e quella di Pattano, 220 interventi; infine il tratto successivo tra le uscite Pattano e Vallo della Lucania, 180 interventi. Dettagliando ancora la casistica, i punti critici del primo tratto sono due: il viadotto all’altezza della stazione ferroviaria di Omignano, 40 interventi,  e il viadotto con curva immediatamente prima dello svincolo di Vallo Scalo, sessanta interventi. Nel tratto galleria Vallo Scola e galleria Pattano i punti critici sono tre: tratto ricompreso tra le due piazzole di emergenza dopo la galleria di Vallo Scalo, 80 interventi, in questo tratto, il fondo stradale ha disconnessioni abbastanza evidenti. V’è poi il tratto che va dall’inizio della seconda corsia, lato sud, al viadotto prima della galleria, 70 interventi, dove l’umidità rende il fondo viscido e ghiacciato nei periodi invernali. Inoltre tutto il tratto della galleria dà luogo a una criticità permanente per la presenza costante di acqua. I punti critici, nel tratto uscita Pattano-uscita Vallo della Lucania, sono due: tutta l’area dell’uscita Pattano, 40 interventi,  e l’area della curva prima dell’uscita di Vallo della Lucania, 30 interventi.
Incidenti mortali
Gli incidenti mortali sui poco meno di venti chilometri di superstrada che congiungono Omignano a Vallo della Lucania sono stati una decina, in media si è verificato un incidente mortale ogni anno. Troppe vite, un tributo troppo grande per un tratto così piccolo. Qualcosa non funziona.
Cosa non funziona?
Sulla Cilentana in genere la manutenzione ordinaria è scarsa e quella straordinaria tende allo zero: il manto stradale non viene rinnovato, in alcuni tratti è disconnesso, questo provoca problemi con l’asciutto e  pozze d’acqua con la pioggia col conseguente rischio di acquaplaning. Sui viadotti i giunti causano problemi di stabilità alle auto.  In generale il fondo stradale presenta avvallamenti con l’aumento della pericolosità per l’umido e la pioggia.
Sarà solo la velocità a provocare incidenti?
Ci si ripete spesso, quasi fino alla litania, che gli incidenti sono causati dalla velocità e dalla distrazione. Questo in generale sarebbe vero, se non ci si soffermasse a pensare che si ignora la ragione per la quale, sulla Cilentana, gli incidenti si concentrano in alcuni punti ben definiti. In quei tratti le auto hanno andature più sostenute e gli automobilisti sono distratti maggiormente? Non è proprio così. Oltre a cause che si potrebbero definire soggettive, derivanti dalle condizioni di guida, vi sono cause oggettive di viabilità che concorrono alla frequenza dei sinistri. Sulla Cilentana il fondo irregolare è una causa oggettiva di incidenti, gli altri problemi legati alla strutturazione della viabilità sono rischi oggettivi di sinistri.
Controlli e dissuasori
I controlli ci sono, forse non saranno sufficienti per la pericolosità dei tratti, ma non sono minori rispetto alla media delle altre strade nazionali, del resto non ci può essere un autovelox ad ogni chilometro. I dissuasori invece sono scarsi, a meno che non si considerino dissuasori i segnali apposti qualche anno fa per il controllo della velocità. Dissuasori dovrebbero essere limito oggettivi al traffico, delimitatori delle carreggiate che impediscano in modo reale la possibilità di sorpassi e altre peripezie. Nei tratti più pericolosi dissuasori di velocità reali non ve ne sono, quindi le auto li percorrono ad andatura sostenuta, causa dei sinistri.
Desalation land
Chi percorre per la prima volta la Cilentana ha l’impressione di una strada desolante, a distanza di pochi chilometri si susseguono manti di asfalto vecchi e irregolari, avvallamenti sui quali non si interviene da anni, viadotti critici, curve irregolari. Si ha cioè l’impressione di una strada lunare, un po’ abbandonata a sé stessa, come se si volessero testare le ingiurie del tempo e dell’atmosfera.