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Balneazione in Campania: cresce del 5% la “qualità eccellente” delle acque
lunedì, 19 gennaio 2015
 
 
Cresce di cinque punti percentuali la fascia costiera regionale, le cui acque risultano di qualità eccellente rispetto alla scorsa estate. Il dato è stato diramato dall’Assessorato all’Ambiente della Campania su elaborazione dei controlli dell’Arpac (Agenzia per l’Ambiente della Campania) Unità Operativa Mare. Per quest’anno su 429 km di costa regionale ad uso balneare, l’81% ha una qualità eccellente, contro il 76% della scorsa estate.  I controlli, eseguiti dall’agenzia ambientale regionale tra il Primo d’Aprile e il 30 settembre, sono effettuati su una rete di monitoraggio di 329 acque di balneazione che corrispondono ad altrettanti punti di prelievo. In provincia di Salerno sono 138 le acque di balneazione, in quella di Napoli sono 149, in quella di Caserta sono infine 42. “Cresce ulteriormente” afferma l’assessore all’Ambiente Giovanni Romano “la qualità delle acque balneabili in Campania. Il dato conferma il grande lavoro messo in campo in questi anni nel settore della depurazione. Il costante miglioramento della percentuale, salita dal 76 all’81%, fa della nostra costa tra le migliori in assoluto in tutta Italia. Ora puntiamo a superare le criticità in prossimità dei centri urbani e delle foci di fiumi e canali, per restituire alla balneabilità anche queste zone costiere di alto pregio ambientale e di elevato interesse turistico.”

Le classi di qualità delle acque balneari
La classificazione della qualità delle acque di balneazione, ottenuta dall’elaborazione statistica dei dati delle ultime quattro stagioni balneari, permette di attribuire ad ogni “acqua adibita alla balneazione” una classe di qualità: “scarsa”, “sufficiente”, “buona” o “eccellente”. A seconda della classe in cui ricade ogni acqua, sono previste diverse modalità di gestione e monitoraggio e l’eventuale adozione di misure di risanamento mirate alla tutela della salute dei bagnanti.

La fascia costiera e le aree adibite alla balneazione
La lunghezza di costa adibita alla balneazione è pari a circa 429 km, rispetto al totale del litorale costiero campano pari a circa 487 km: sono esclusi dal monitoraggio, infatti, circa 59 km comprendenti aree portuali, servitù militari, aree di particolare tutela ricadenti in parchi marini e foci di fiumi o canali ritenuti non risanabili sulla scorta dei dati analitici pregressi. I tratti di mare non monitorati perché ritenuti allo stato attuale non risanabili, ammontano a circa 15 km e potrebbero essere riammessi ai controlli ed eventualmente recuperati alla balneazione nel caso in cui venissero adottate adeguate misure per impedire, ridurre o eliminare le cause di inquinamento.

La categoria “Nuova classificazione”
Oltre alle quattro classi di qualità, compare una quinta categoria denominata “Nuova classificazione” in cui rientrano circa 26 km di costa. Con questa denominazione sono indicate le acque riammesse alla balneazione negli scorsi anni in seguito al verificarsi delle condizioni di legge e per le quali non è stato ancora raggiunto il set di dati minimo necessario all’attribuzione della classe di qualità comprendente almeno 16 campioni, anche riferiti a meno di quattro stagioni balneari. Per questa tipologia di acque saranno istituiti controlli con frequenza maggiore e previsti eventuali campionamenti aggiuntivi di studio in corrispondenza di zone ritenute a potenziale rischio d’inquinamento.
 
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