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Vallo della Lucania: la mostra di bozzetti e dipinti di Mario Romano
lunedì, 18 luglio 2016
 
 
Personale di bozzetti e dipinti del pittore Mario Romano a Vallo della Lucania, presso l’ex Convento di Santa Caterina: dieci giorni, dal 21 al 31 luglio, per scoprire i lati più reconditi della pittura del grande artista cilentano. Sono, infatti, proprio i bozzetti, nella loro rapida trasposizione estetica, a dare il senso più profondo dell’ispirazione artistica. Dai bozzetti si potrà notare quel senso di Natura Vivente che attraversa tutta l’opera di Romano. Se lo spirito cilentano, l’anima Cilenti, ha un rapporto così stretto con la natura e con la terra, se questo legame permea in misura tanto rilevante da denotare, a tratti, un senso di antica religiosità legata al culto mediterraneo della “Grande Madre”, nella pittura di Mario Romano quest’indole profonda viene colta appieno: Natura Vivente, una simbiosi perfetta in un equilibrio cromatico dove anche il chiaroscuro ha funzione di “sintesi del sensibile”. Nella tela che raffigura il contadino che ara la terra (foto di copertina), ad esempio, tutto potrebbe essere sintetizzato in bucolicità, semplificando i caratteri in primo piano dei buoi pazientemente appaiati al giogo della rigenerazione. Osservando più attentamente, però, si nota come anche questo senso bucolico passi su un piano secondario scivolando in basso a destra.  La tela rappresenta lo spirito della terra del Cilento: sulla sinistra, il covone, la paglia sistemata in maniera circolare intorno ad un palo, rimanda, in un magistrale equilibrio prospettico, alla rocca di Gioi, raffigurata in alto a destra, nel paese sullo sfondo. Lo stesso equilibrio si nota in una sorta di taglio quasi netto tra primo, secondo piano e sfondo: è una simbiosi tra uomo e terra, tra l’elemento antropico e il senso della Natura che varia nel progressivo gioco prospettico. Nello stile di Mario Romano colpisce proprio il senso di integrazione perfetta tra uomo e natura, l’equilibrio cromatico tra esseri viventi. La terra, i paesi, i vicoli diventano esseri viventi: potrebbe essere questo il senso della Natura Vivente. Si prenda, ad esempio, la tela che raffigura il pozzo del chiostro del Convento di Gioi. E’ uno scorcio, privo, in apparenza, di presenza vivente, ma anche in questo si possono notare i ciuffi d’erba cresciuti sulle pareti circostanti. La tela, nel complesso, non rappresenta abbandono, è invece simbolo di progressività naturale, di forza vivente che si riappropria dei luoghi. Si noti il particolare della vite che avviluppa, in un abbraccio vivente, il passamano della scalinata nella tela che rappresenta lo scorcio di Magliano. Anche nei ritratti emerge questa forza vivente. Nella rappresentazione di “Menecuccio”, “uomo sempre disponibile” della comunità di Gioi, la postura, l’esplosione della chioma e le rughe sul volto e sul collo denotano un realismo naturale che si impossessa della figura e quasi la imprigiona in un progressivo mutamento.  
Locandina della mostra
 
 
Il Chiostro del Convento di Gioi Cilento
 
Scorcio di Magliano
 
Menecuccio