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Progetto Agorà: recupero del senso socio-cultarale del Sud
giovedì, 16 ottobre 2014
 
 
La piazza ha sempre rappresentato il luogo d’incontro per eccellenza per le popolazioni del Mediterraneo, luogo fisico ma anche simbolo della partecipazione sociale: cultura, arte, musica trovavano il primo sbocco nell’agorà, quasi un passaggio obbligato tra l’interno, l’animo, il privato verso l’esterno, il sociale, il pubblico. Questo senso di “vetrina sociale e culturale” viene ripercorso dal progetto “Agorà” che parte questa sera a Salento in occasione della Festa della Castagna. “Una grande piazza contemporanea per incontrarsi e confrontarsi con la tradizione socio-culturale del Mezzogiorno, questo il senso del Progetto Agorà che prende il via questa sera a Salento”; Così si legge nella nota stampa. “L’occasione è la quarantaquattresima edizione della Festa della Castagna; anche in questo si riscontra il significato di un fattore economico per le comunità collinari che diviene quintessenza sociale e simbolo di una tradizione che si rinnova nel tempo. Andare avanti, crescere, non dimenticando il bagaglio di cultura e tradizione del passato, anzi rimodulandolo alla sensibilità attuale, questo il significato delle quattro manifestazioni che si materializzeranno in altrettanti comuni del Cilento: Salento, Novi Velia, Cannalonga e San Mauro La Bruca. La cerimonia d’inaugurazione del Progetto Agorà si celebra a Salento, questa sera alle 20,30 con uno spettacolo di Antonietta Santoro. A rappresentate quel legame socio-culturale che accomuna il Sud, una sorta di ponte che unisce i preziosi frammenti di musicalità, arte, cultura saranno gli Alla Bua, il cui concerto si terrà, sempre a Salento e sempre questa sera, a partire dalle 23.00. La tradizione della pizzica salentina come forte radicamento alla tradizione musicale ed energia positiva delle comunità del Mezzogiorno. “Alla Bua era una locuzione utilizzata dagli anziani del Sud Salento (nelle osterie di Alliste e dintorni) per accompagnare i canti di lavoro o d’amore” si legge nel portale del gruppo salentino. “Parola ripetuta insistentemente, come fosse un mantra, costituiva una sorta di bordone e dunque di sostegno alla voce principale. Il significato etimologico sembrerebbe provenire dalla lingua grica (dialetto antico tutt’oggi parlato nella zona del Salento detta Grecìa, circoscritta ad una decina di comuni e stranamente ben distante da Alliste). Alla Bua starebbe dunque per altra via, altra cura, altra malattia, medicina alternativa”. E’ questo il biglietto di presentazione della kermesse della cultura meridionale che si apre, è questa la piazza sulla quale si vedranno artisti che racconteranno attraverso la musica e la cultura la propria ricerca nella grande anima del Sud”.