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“In principio fu la predica…” : presentata l’autobiografia dell’ex Sen. De Prisco
giovedì, 03 maggio 2018
 
 
Qualche giorno fa, presso il Vocazionario di Mercato Cilento, si è tenuta la presentazione dell’autobiografia dell’ex Senatore della Repubblica, Gerardo De Prisco. Quasi un centinaio di persone presenti, moltissime le personalità cilentane,  compagni di partito, il MSI, nato all’alba della Prima Repubblica , ma anche e soprattutto autentiche amicizie di una vita. Alcuni, proprio come De Prisco, erano stati compagni di camerata nel vocazionario di padre Giustino e don Ciro di Mercato Cilento, collegiali alla maniera antica, quando, nell’immediato dopoguerra, per necessità o virtù,  i bambini finivano per crescere tra  salmi e privazioni. Ma la permanenza di Gerardo De Prisco nel vocazionario, come chiaramente fa notare il professor Francesco Volpe, nella sua ottima presentazione alla biografia, seppure coincida col periodo più tenero della sua età, vi entra solo ad appena otto anni, non rappresenta un ricordo traumatico, quanto, eccezionalmente, il più  autentico e profondo, tanto da spingere l’autore a ritornare, dopo settant’anni  proprio lì dove tutto è cominciato, dove una “predica” pastorale, all’alba dell’apertura dei seggi elettorali nel 1948, anziché abortire, fece accendere in lui la scintilla della “Fiamma”. Tornare al Cilento, sempre e comunque perché terra che accoglie e forgia, tempra e forma da tempi lontani. E infatti, ci sono luoghi del Cilento che più di altri trasudano un passato fiero e brillano di una luce che il tempo non riesce a spegnere.  Comunità inghiottite dai boschi, dalle mura sorde di piazze storiche sguarnite di giovani, giovani mai nati per colpa della crisi, giovani fuggiti per strade che rischiano di scomparire,mangiate dall’incuria, dalle frane, dalla natura che se le riprende. C’è un posto, in questa terra chiamata Cilento, dov’è nata la prima comunità autoctona intorno ad un culto, quello mariano della Madonna della Stella, dove attorno ai più straordinari esempi di architettura religiosa, coi suoi conventi e monasteri , si sono  andati affermando pregevoli esempi di ingegneria idraulica, rurale, palazzi e castelli e  squisito artigianato locale. Tra i borghi del Monte della Stella, nei secoli si sono andate a formare personalità pregevoli, famiglie tra le più illustri, che, ancora oggi, vantano di discendenti onorevoli. Pensatori, studiosi , magistrati e professori, personaggi insigni come tanti egregi esponenti nel campo delle arti. Quanto ha influenzato l’humus culturale nei secoli, l’esistenza  ancor prima dell’anno Mille, dei monaci basiliani, l’elemento monastico che, attraverso la regola, l’operosità, l’ingegno, lo studio e l’arte ha civilizzato le prime comunità?  E quanto la presenza di signorie locali, la corte del Principi Sanseverino nel Castello di Rocca?. Sorgono naturali queste domande, pensando al titolo del libro biografico di Gerardo De Prisco: “In principio fu la predica…” Due padri vocazionisti , due fratelli, Don Giustino e Don Ciro, che forgiano la sua vita e quella di altri ragazzi nel periodo post-bellico, nella piccola comunità di Mercato. Il rigore, il pragmatismo del primo e l’ascetismo del secondo, si mescolano in un’unica linfa che alimenta le menti di ragazzetti provenienti dai luoghi più disparati e anche lontani. La disciplina, gli stenti, la fame,  ma anche il rigore nello studio, il coltivare il rispetto per le persone e  l’attaccamento alla terra, intesa come insieme di una vasta comunità, fatta di valori e voleri soffocati, sono state indispensabili per la nascita dell’uomo che poi è stato: ricoprendo da giovanissimo incarichi di prima linea nel Movimento Sociale Italiano, come segretario provinciale di partito, diventando poi consigliere provinciale, regionale e, infine, senatore della Repubblica, Gerardo De Prisco, non dimentica mai la terra che lo ha adottato da ragazzino e nella quale soggiorna volentieri da qualche decennio. Tutti i suoi atti e impegni politici, dall’agricoltura, alle infrastrutture, l’ambiente e la sanità, non prescindono mai dal Cilento. Tutto scritto nel suo libro, dove persone, personaggi , battaglie politiche, conquiste e disfatte, prendono forma in una sorta di reportage. Uomini di ogni tempo, cilentani, compagni di viaggio prima che di partito, personalità come Pietro e Agnello Giordano, Antonio Di Filippo, Nicola Baratta, Francesco De Vita, Antonio Molinaro, che hanno speso le loro energie per  riscattare, far crescere e combattere un isolamento territoriale oltre che culturale della terra natìa. Ma anche uomini che, quasi profeticamente, hanno cercato di arginare quel fenomeno che ha finito per ingoiare l’autenticità, le singolarità, le caratteristiche e le potenzialità proprie di questa terra: la globalizzazione e l’arretramento. Una storia di passione, di sentire e sentimenti, come una volta s’intendeva la passione e la vita politica, mai distanti dall’essere, che non può prescindere, in alcun modo, dall’amore per le persone, per le comunità, per i territori, per il bene comune. Una storia di vita da leggere, ora più che mai.
 
 
foto Sudstonibile; Corrado Lucibello e Gerardo De Prisco