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Dall’essere al divenire passando per il non essere: concluso il Festival della Filosofia: chi se n’era accorto?
giovedì, 30 ottobre 2014
 
 
Chi se n’ era accorto che era tornato il Festival della Filosofia? C’erano oltre mille ragazzi sul porto di Casal Velino, stamani. Una ventina di pullman parcheggiati. Si ballava, cantava, mentre la gente del posto se ne chiedeva il perché. Tranne un paio di bar, solitamente aperti, molti dei negozi erano chiusi. Alle porte di novembre sulla costa è così. E nessuno immaginava che quei mille ragazzi erano qui da più giorni, per il secondo appuntamento annuale del Festival della Filosofia della Magna Graecia. Dopo il  tema di aprile “γίγνωσκε σαυτὸν” “conosci te stesso”, proprio in questi giorni,  quello del “divenire” con il contributo autorevole del professor Donà. Magari, a saperlo ci si sarebbe organizzati, qualche spiccio fuori stagione, sarebbe stato assicurato. Ma si poteva mai immaginare che una freccina in cartoncino rosso, incollata al palo di un segnale stradale piantato sullo spartitraffico attiguo alla rotonda d’ingresso a Casal Velino Marina avrebbe, anzi tempo, svelato l’arcano?. Sotto la freccina, un biglietto con su stampato:“Festival della Filosofia della Magna Graecia”. Dove? bastava seguire la freccia verso la via del non essere, una caccia l tesoro, insomma. Per chi non ne fosse informato, la sessione autunnale del Festival della Filosofia della Magna Graecia si è tenuta dal 27 sino ad oggi 30 ottobre . Apertasi all’inizio del mese, la prima parte del festival ha interessato le città di Matera e Metaponto, mentre la seconda il “Cilento – Velia”.  Tranne tante allegre foto sul social facebook, che ne certificavano lo spessore numerico dei giovani liceali venuti da tutt’Italia, oltre mille, neanche uno straccio di comunicato stampa, un manifesto affisso, un volantino. Il nulla. In non essere parmenideo. Una quattro giorni sul territorio “velino”, Ascea, Casal Velino, Castelnuovo Cilento, Vallo della Lucania, Moio della Civitella, il cui  percorso era da ricostruire, ex post, attraverso fonti visive, le foto postate dagli stessi organizzatori e fruitori dell’evento. Infatti, grazie alla vivacità degli apparati d’informazione istituzionali, nulla, alla solerzia degli assessorati al turismo, inesistente pure quella, nessuno sapeva di questo evento, tranne le strutture prescelte per accomodare i ragazzi.  In tempi di crisi, forse sarà stato meglio risparmiare sulla pubblicità cartacea, ma almeno un comunicato stampa lo si poteva pure pubblicare, almeno sul sito dei comuni interessati! E il programma? Il programma, sempre che si fosse stati a conoscenza dell’evento, non diceva nulla manco quello per la generalità delle informazioni: nessun indirizzo, dunque, nessun  luogo certo  d’incontro, luogo fisico dei laboratori e dei raduni. Non noti neanche i nomi delle strutture ricettive coinvolte nell’organizzare lo svolgimento dell’evento. “Il Festival della Filosofia in Magna Grecia è un evento culturale dedicato ai ragazzi delle scuole e dei Licei che mette insieme proposte culturali e sviluppo territoriale attraverso la riscoperta e la riqualificazione del territorio”. Ecc’appunto, uno degli scopi del festival, così bellinamente espressi sulla propria home page: “riscoperta e riqualificazione del territorio”. Peccato che il territorio non sapeva e che alla fine, se la sono suonata e cantata solo loro e qualcun altro. Tutti insieme e tutti al porto, tanto per dire ciao. E per gli altri? Per gli altri vale un passo del Prometeo incatenato di Eschilo:
 
 Vedo sì, Prometeo, e voglio darti il consiglio migliore, anche se tu sei già astuto. Devi sempre sapere chi sei (γίγνωσκε σαυτὸν) e adattarti alle regole nuove: perché nuovo è questo tiranno che domina tra gli dèi. Se scagli parole così tracotanti e taglienti, subito anche se il suo trono sta molto più in alto, Zeus le può sentire: e allora la mole di pene che ora subisci ti sembrerà un gioco da bambini.”