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C’era una volta a Persano un palazzo del Re: Nadia Parlante presenta il suo nuovo libro
giovedì, 05 aprile 2018
 
 
Si riaccendono le luci nel Palazzo della Real Caccia di Persano. Ritorna nelle scuderie il nitrito dei cavalli, il calpestio gracchiante dei ciottoli di cortile, il vociare civettuolo delle dame che porgono molli mani ai signorotti che odorano di boschi. Si rinnova il rituale della caccia, nobile esercizio della guerra in tempo di pace,tempo per misurare astuzia e vigore, ma anche occasione per rinfrancare alleanze, tramare vendette.  Ritornano le chiacchiere, quasi sussurrate di contadini, cuoche  e cameriere, le storie di re, medici e signori, un intreccio di fili antichi che corrono veloci ad intessere nuovamente la vita e il nome della Real Casina di Caccia di Persano. Ritorna a vivere l’antica dimora dei Borboni, di Carlo III, di Ferdinando IV,  splendida chicca vanvitelliana nel verde dei boschi figli del Sele e del Calore; lo fa per amore e memoria, per la passione della scrittrice Nadia Parlante che, con il suo romanzo storico Corte Borbonica e “Real Caccia” di Persano, restituisce il passato al presente . Quasi quindici anni di studio, una ricerca minuziosa, a tratti impossibile, tra gli archivi storici piemontesi e campani, per ricostruire un “piccolo mondo privilegiato”, un centro di potere strategico, politico-economico del Regno di Napoli, una palestra all’aperto per giovani scudieri, abili guerrieri, duchi, principi e re. Un piccolo mondo dorato al quale partecipano come attori e spettatori anche la gente della gleba catturata dai rituali, dallo sfarzo, dalle marce di insediamento dei Reali nella magnifica tenuta di Persano. Nadia Parlante, ancora una volta scrive della sua terra. E ancora una volta ci mette passione, amore e certosina pazienza nel comporre un  nuovo, inedito mosaico col desiderio di  restituire valore ed identità alla più grande tenuta borbonica del Mezzogiorno: “Fino ad oggi, l’interesse storiografico si è concentrato quasi esclusivamente sui siti maggiori e più conosciuti, quali Caserta, Napoli, Capodimonte, mentre gli altri, a torto considerati minori, sono stati quasi del tutto emarginati. L’intento è stato pertanto quello di ricostruire un mosaico variegato e trasversale che facesse dialogare Persano con le altre corti“satelliti”napoletane e queste, a loro volta, con le corti europee”.
Cinquecento le pagine per raccontare, documentare la storia di un posto dimenticato, forse molte volte sconosciuto, la cui valenza come centro di potere nel XVIII secolo è stata d’indiscutibile valore : “Le vicende di Persano – scrive ancora nella sua prefazione al libro la Parlante - sono collegate indissolubilmente alla storia europea del Settecento e dell’Ottocento ed hanno avuto ripercussioni che perdurano ancora oggi. Trattati ed importanti eventi diplomatici sono stati intessuti e stipulati proprio qui, nella sua corte decentrata, tra faraoniche cacce al cinghiale e splendide colazioni all’aperto allestite scenograficamente nelle vetuste rovine pestane. Seguendo i più recenti orientamenti storiografici relativi alle corti europee, lo studio ha cercato di indagare le vicende di Persano attraverso l’interpretazione dei suoi rigidi cerimoniali, i riti ancestrali della caccia, l’esigenza della propaganda monarchica, nell’ottica più ampia delle“corti decentrate”, che appunto costituivano il complesso e distintivo sistema di potere assolutista dei Borbone di Napoli e Spagna”.
Sabato 14 aprile alle ore 17, presso il Palazzo Reale di Persano, sarà presentato il volume di Nadia Parlante
 “ Corte Borbonica e Real Caccia di Persano” edito da Il Saggio. L’ingresso al sito, oggi area militare, è soggetto a previa comunicazione delle generalità dei partecipanti.