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Ascea: presentata l'opera in otto volumi del professor Antonio Rizzo
domenica, 09 luglio 2017
 
 
“La Voce di Velia” e “La Voce di Ascea”, contengono otto volumi i due cofanetti presentati ieri sera in un’affollata sala di Palazzo Ricci di Ascea. Autore è il professore Antonio Rizzo. “Pamenide”, “Melisso”, “Zenone di Elea” e “Velia, cucina e stili di vita” sono contenuti nel cofanetto dedicato a Velia, “Dieta Alimentare Cilentana”, “Homo Sum, Ego Sum”, “Ascea, la nostra lingua” e “Fascia Tricolore”, contenuti in quello dedicato ad Ascea. Il percorso delineato dall’autore è chiaro sin dal titolo delle due raccolte: è infatti il termine “voce”, inteso nell’accezione di “richiamo alla memoria”, a conferire unitarietà culturale, storica e antropologica ai volumi. Il concetto classico di “paideia”, sottolineato nel corso della presentazione, prende corpo nell’invito dell’autore a percorrere, insieme con lui, quella strada che porta alle origini, a richiamare alla memoria la nascita della civiltà del Mediterraneo e il suo successivo evolversi in epoca romana sino a toccare il nostro tempo: il senso di “paideia”, di educazione del cittadino, sta in questo invito ad intraprendere un viaggio che porta alla consapevolezza della realtà circostante e di se stessi. Il professor Antonio Rizzo accompagna il lettore in questo cammino mostrando il senso della cultura; lo fa con l’acutezza di un maestro, richiamando l’attenzione su fenomeni storico-culturali complessi con l’umiltà di un compagno di viaggio. La nascita del razionalismo occidentale, i filosofi di questa rivoluzione culturale, la vita nella colonia eleatica rappresentano la prima parte di questo cammino. Il senso della cultura viene reso nella trasmissione di un sapere enciclopedico, molto lontano dalla parcellizzazione specialistica moderna,  in una sorta di naturale consequenzialità logica, dove le parti si tengono saldamente legate le une alle altre. E’ questa la rara perizia del docente che mostra la nascita e l’evoluzione del pensiero, delineando i contorni di una civiltà la cui eco, per chi ha ancora orecchie per ascoltarne la sua “dialettica muta”, può ancora continuare a creare progresso civile. Accanto a questo,  emerge la figura dell’intellettuale che vuole consegnare questo patrimonio di conoscenze alle generazioni future, sperando che, nonostante tutto, ne facciano buon uso e che i  “millennials” riescano, a loro volta, a passare il testimonio alle generazioni che seguiranno.  Altra caratteristica che emerge con prepotenza dai volumi, in particolare da quelli dedicati ad  Ascea,  è il valore della cilentanita’ o, se si vuole, l’interazione dell’autore nel tessuto socio-politico del Cilento. In questo caso il richiamo alla memoria diventa racconto, ricordo, esperienza di una generazione che ha cercato in ogni modo di apportare dei cambiamenti strutturali in un Cilento forse povero di mezzi, ma non arretrato sul piano culturale. Quella di ieri è stata una serata partecipata dalla comunità locale, al tavolo di presentazione, oltre alla famiglia dell’autore e ai figli Aniello, che ha curato la grafica è l'impaginazione dei volumi, ed Eugenia, che ha curato la perfezione, erano tra gli altri presenti, il primo cittadino di Ascea, Pietro D’Angiolillo, il medico e antropologo, Luigi Leuzzi, l’ex Procuratore Regionale della Corte dei Conti del Lazio, Raffaele De Dominicis, ed altri rappresentanti del mondo della cultura e dell'editoria locale.