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Usura: il Sud è a rischio, l’allarme della CGIA di Mestre
lunedì, 28 settembre 2015
 
 
“Con la forte contrazione dei prestiti bancari avvenuta in questi ultimi anni, soprattutto nei confronti delle imprese di piccola dimensione, esiste il pericolo che il fenomeno dell’usura, soprattutto al Sud, assuma dimensioni preoccupanti. Un crimine invisibile che rischia di minare la tenuta finanziaria di moltissime attività commerciali ed artigianali”. A lanciare l’allarme è la CGIA di Mestre attraverso il coordinatore dell’Ufficio Studi, Paolo Zabeo.  “Tra la fine di giugno del 2011 e lo stesso periodo del 2015” si legge in una nota della CGIA “l’ammontare degli impieghi bancari alle imprese è diminuito di 104,6 miliardi di euro, mentre il numero di estorsioni e di delitti legati all’usura denunciato dalle forze dell’ordine all’Autorità giudiziaria è aumentato in misura esponenziale. Se nel 2011 le denunce di usura erano 352, nel 2013 (ultimo dato disponibile) sono salite a 460 (+30,7 per cento); le estorsioni, invece, sono passate da 6.099 a 6.884 (+12,9 per cento). Sono dati allarmanti che mettono in serio pericolo le piccole e medie attività economiche di Campania, Calabria, Sicilia e Basilicata. In molte realtà l’usura e l’estorsione si associa al penetrante fenomeno della malavita organizzata.