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Sanità. Il Distretto di Vallo escluso dal Tavolo di Programmazione: l’ira del sindaco Salati
giovedì, 26 marzo 2015
 
 
“La sanità cilentana esclusa ancora una volta dal Tavolo di programmazione da una monocratica decisione del Direttore Generale dell’ASL Salerno, Antoniogger Squillante. Per cui le esigenze dei cittadini utenti non saranno tenute in conto nella proposta che sarà inviata alla Regione Campania”. Una viva reprimenda da parte del primo cittadino di Gioi e Presidente del Comitato dei Sindaci del Distretto Sanitario di Vallo della Lucania, Andrea Salati, indirizzata alla direzione generale unica, unitaria e apicale della Azienda Sanitaria Locale Salerno. A leggere le dichiarazioni, diffuse stamani dal primo cittadino, si evidenza e si critica il senso di desolazione del Meridione della provincia di Salerno, escluso dalla programmazione e abbandonato a se stesso. Non è purtroppo questo l’unico caso: sul fronte della viabilità e dei servizi collegati la situazione è pressocchè identica, se non peggiore. In un periodo nel quale il problema della prestazione sanitaria diffusa dovrebbe essere al centro della programmazione regionale, si preferisce tener alla porta le legittime esigenze del territorio.  “Nonostante i drammatici fatti di questi giorni” scrive il sindaco  Salati “richiedano un’inversione di tendenza rispetto all’amministrazione di un uomo solo al comando, come definisce Squillante l’on. Gambino”.  Come se non bastasse, sembra che si assista al balletto degli inviti. ”Sono stato costretto a rispondere alle accuse del Direttore Generale anche attraverso la Stampa” precisa il sindaco “perché nessuna comunicazione ufficiale di esclusione è giunta al sottoscritto all’indomani dell’invio dei nominativi dei sindaci in rappresentanza del Distretto di Vallo della Lucania, richiesti dal Direttore Generale”. “Purtroppo, l’elaborazione del nuovo Piano Ospedaliero nasce sotto una cattiva stella, afferma Salati come un fiume in piena. Il Direttore Generale ha composto un Tavolo tecnico a suo piacimento, addirittura ignorando la documentazione inviata dal sottoscritto per portare a compimento il suo disegno di avere un tavolo di suo gradimento.  I fatti , continua il Sindaco di Gioi, smentiscono le dichiarazioni date alla stampa dal Direttore Generale, che  oltraggiano la dignità dei sindaci , che a sua differenza occupano un posto assegnato democraticamente dalle popolazioni amministrate e poi creano sconcerto perché false e tendenziose. I fatti parlano chiaro. In data 21 genanaio ultimo scorso” argomenta il primo cittadino di Goia “il sottoscritto ha inviato via mail, via fax, per posta normale i due nominativi (il sottoscritto,sindaco di Gioi, e Toni Aloia, sindaco di Vallo della Lucania,) scelti dall’assemblea dei sindaci per il tavolo tecnico come richiesto dal Direttore Generale, spiegando che erano stati scelti due e non un solo rappresentante perché il Distretto di Vallo della Lucania accorpa un territorio vasto e variegato in cui la sanità è precaria nel quotidiano. ll tutto è stato accompagnato pure da una telefonata alla Segreteria. Da allora silenzio assoluto, che è stato interpretato come assenso, invece d’improvviso è stato interrotto dalle inopportune e offensive dichiarazioni alla stampa del Direttore Generale che, di fatto, in questo modo anomalo convocava il tavolo tecnico per venerdì  27 marzo .Quindi solo dalla stampa ho appreso l’esclusione del Distretto di Vallo della Lucania e, di concerto, del territorio cilentano a Sud della provincia, che rimane così privo di una qualsiasi interlocuzione e proposta tese a migliorare la precaria situazione attuale, come richiesto dalle popolazioni amministrate”. “Io non ci sto”  conclude il Presidente del  Comitato dei sindaci “impugnerò nelle sedi competenti (ho già informato il Presidente della Giunta Regionale Onorevole Caldoro che è anche Commissario per la sanità) la regolarità del Tavolo tecnico e l’illegittimità delle decisione che il Tavolo adotterà. Del resto,  IL Direttore Generale ha compiti di  gestione e non programmatori che sono di competenza di chi lo ha nominato, ossia della Regione Campania, a cui deve dar conto di queste sue azioni incomprensibili ed inaccettabili”.