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La fatalità e il dubbio delle morte al Ciclope
giovedì, 13 agosto 2015
 
 
Nella mattinata di domani, l’esame autoptico sul corpo del giovane Crescenzo Della Ragione, colpito a morte da un masso staccatosi dalla roccia della discoteca “Il Ciclope” di Marina di Camerota. Da una news del quotidiano La Città si apprende che alla Procura di Vallo della Lucania sarebbero stati iscritti nel registro degli indagati, per omicidio colposo,  il  sindaco di Camerota, Antonio Romano, il proprietario del locale, Raffaele Sacco, e due tecnici. La morte del ventisettenne, tragedia che di fatale ha ben poco, il mancato rinvenimento del masso che ha provocato la ferita al cranio e lo schiacciamento del torace, sono fatti destinati a rimanere come una macchia indelebile in questa strana estate 2015. Saranno gli inquirenti ad accertare le responsabilità dell’accaduto, ma il dubbio sulla messa in sicurezza del costone roccioso rimane vivo, oltre a quello riguardante autorizzazioni e permessi. Da un post del geologo Franco Ortolani si evince che i lavori di messa in sicurezza del costone roccioso lungo il tratto di strada tra Palinuro e Camerota si sono fermati a poche decine di metri dal Ciclope. Questi lavori afferivano a un primo lotto che sarebbe poi continuato con la messa in sicurezza del costone roccioso sopra la discoteca. “Il lotto che comprendeva anche il costone del Ciclope” scrive il professor Ortolani “non fu più finanziato, non so perchè!” Perché questo primo lotto venne ritenuto più urgente e perché il lotto successivo non venne finanziato, visto che prevedeva la messa in sicurezza di un costone al di sotto del quale insisteva un locale adibito a discoteca?