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Velia brucia: fiamme nel Parco Archeologico per quasi tutta la giornata
lunedì, 19 giugno 2017
 
 
Velia brucia. Le fiamme, nella mattinata, hanno invaso l’ormai quasi bosco dell’area vicina alla Masseria Cobellis, divampando, il vento favorevole, verso la collina, verso Porta Rosa. Nella serata di ieri, un incendio aveva già devastato un’area nei pressi del Villaggio Enotria, domato, poi, durante la notte dai Vigili del Fuoco e da volontari che hanno limitato il propagarsi delle fiamme negli oliveti. Per tutta la mattinata e parte del primo pomeriggio una sorte simile è toccata all’area archeologica. Velia brucia. Potrebbe essere un semplice fatto di cronaca, un resoconto quotidiano di un comunicato stampa: tra gli incendi che hanno devastato le bellezze ambientali in questi giorni, v’è anche quello che ha investito un’area del Parco Archeologico di Velia. Velia, però, rappresenta il tutto, rappresenta la parte più consistente della storia culturale dei popoli che hanno abitato il Cilento e la Penisola. Il fatto che Velia bruci, rimanda un po’ alla memoria “litora cum patriae lacrimans portusque relinquo et campos ubi Troia fuit” (Eneide III.1.10-11), rappresenta generazioni senza nome e senza memoria. Il fatto che Velia bruci, questo solo fatto di cronaca, costituisce una macchia nera su un tessuto, mostrato sin troppo candido, della “grandeur” delle fermate della Freccia Rossa nelle stazioni del Cilento, sporca un po’ i discorsi inaugurali del roseto di Villa Matarazzo, un roseto, poi, realizzato in ritardo, il cui progetto risale all’epoca nella quale a governare la Campania v’era Antonio Bassolino. Velia brucia perché non vi sono fondi a sufficienza per ripulirla dalla sterpaglia e dalla boscaglia, brucia perché, tranne il lodevole impegno di qualche associazione di volontariato, l’area antistante alla biglietteria sembra desertificata, brucia perché non c’è un museo, brucia perché i lavori di riqualificazione previsti dal PIT Grandi Attrattori e dal PIT Portualità Turistica sono rimasti al palo. Velia brucia, infine, perché, in questo lungo e sonnacchioso pomeriggio estivo, la notizia, tranne qualche eccezione, sembra rimanere un semplice fatto di cronaca. 
Foto di copertina: fonte Simone Ridolfi 
Foto sotto: fonte Genius Loci Cilento