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Il Parco a misura d’uomo del presidente Pellegrino
martedì, 19 luglio 2016
 
 
Un Parco a misura d’uomo, potrebbe essere questa la sintesi delle dichiarazioni del presidente del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, Tommaso Pellegrino, rese a margine della convention di ieri “Il parco della Dieta Mediterranea”.  “Sono un ambientalista e lo posso dire da ambientalista” dichiara il presidente Pellegrino, rispondendo a una precisa domanda su quelle funzioni di tutela dell’ambiente che hanno spesso frenato lo sviluppo sostenibile del territorio. “Oggi dobbiamo tutelare e conservare il territorio” continua il presidente “dobbiamo aumentare i vincoli per coloro che vogliono speculare, per coloro che vogliono distruggere, per coloro che vogliono fare affari, ma non per coloro che vogliono fare delle cose virtuose. Il problema è che abbiamo creato un sistema che tante volte non riesce a fare questa differenza. Penso che noi dobbiamo proteggere e difendere, ma non dobbiamo mummificare e soprattutto non dobbiamo impedire, a coloro che vogliono realizzarla, qualcosa che possa far crescere il territorio. Non li dobbiamo bloccare, non li dobbiamo ostacolare, non dobbiamo mettere in campo quella macchina burocratica che soffoca tante iniziative dei nostri giovani che sono costretti poi ad andare fuori dai nostri territori.” Ripercorrendo la storia del Parco, non si può fare a meno di notare, con un pizzico di amarezza per quanti vi hanno creduto, che quel sentimento di repulsione all’idea di area protetta, un po’ sempre latente, negli ultimi anni, complice una situazione di immobilismo generalizzato dell’ente derivante, ma in parte, da un prolungato commissariamento,  era poi sfociata in aperta ribellione contro l’eccessivo peso dei divieti.   I comitati spontanei dei cittadini contrari all’idea di immobilizzare il territorio, l’eccessivo numero di cinghiali che distruggono le ormai poche colture dell’area, rappresentano una reazione a quell’idea di naturalismo integralista che, in linea teorica, potrebbe rappresentare una soluzione di salvaguardia per territori scarsamente antropizzati, ma che, nell’ara meridionale della provincia di Salerno, hanno frenato un già lento sviluppo territoriale. Un Parco a misura d’uomo non significa certamente aprire le porte alla speculazione e al malaffare, significa invece creare occasioni di sviluppo sostenibile per coloro che abitano il Parco, per quanti vogliano creare occasioni di crescita economica e sociale nel comprensorio.  
Quindi, Presidente: basta teoria e studi, soprattutto pratica?
Basta protocolli, più cose concrete. Basta proclami, ma parliamo delle cose che facciamo. Iniziamo a fare anche un po’  di convegni, dove, oltre a presentare le cose che vogliamo fare, dobbiamo rendere conto delle cose che abbiamo fatto. Dobbiamo, cioè, iniziare a mettere in campo obiettivi, iniziative, progetti misurabili perché noi abbiamo il dovere di rendere conto di ogni centesimo speso di denaro pubblico.
 
Foto di copertina: il presidente del Parco, Tommaso Pellegrino, insieme col genio della pizza napoletana Gino Sorbillo nella convention di ieri sera presso il Centro della Biodiversità di Tenuta Montisani a Vallo della Lucania