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Ente Parco: bando per l’affidamento dell’oliveto di Tenuta Montisani
mercoledì, 16 novembre 2016
 
 
Un laboratorio di sperimentazione di tecniche innovative e la realizzazione di colture biologiche ed ecocompatibili, questi i presupposti del bando per l’affidamento dell’uliveto della Tenuta Montisani, emanato negli ultimi giorni dal Parco del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. La ratio del provvedimento si definisce in un progetto di valorizzazione del patrimonio dell’ente, terreni e palazzi nobiliari, quest’ultimi ristrutturati in una prima fase di gestione, ma in questi ultimi anni rientrati, in gran parte, nell’ambito di una gestione estremamente ordinaria. “Il bando” si legge in una nota dell’ente “premierà quelle realtà imprenditoriali capaci di proporre un progetto innovativo da un punto di vista agronomico che, nel giro di pochi anni, possa trasformare “Tenuta Montesani” in un modello per tutto il territorio di pratiche e tecniche utilizzate nell'ambito di una produzione oleicola d'eccellenza”.  La nuova gevernance dell’ente di Palazzo Mainenti pone così le basi per aprirsi al territorio e alle sue imprese stimolando sistemi innovativi di gestione e produzione. Tenuta Montisani, con i suoi svariati ettari di uliveti, alcuni anni orsono venne affidata a cooperative formate da lavoratori socialmente utili, l’azione però non ebbe successo. Per qualche anno, lo stesso Palazzo Montisani, il casino di caccia che insiste sulla tenuta ristrutturato per la realizzazione del Cento sulla Biodiversità, è stato sede del Parco, cosa che ha destato non poche perplessità non fosse altro che per ragioni di ordine logistico. Trasferita, in quest’ultimo anno, la sede nel ristrutturato Palazzo Mainenti, la tenuta e il palazzo di Montisani possono così tornare ad essere luoghi di sperimentazione agricola ed ecologica e, finalmente, sede del Centro sulla Biodiversità. “Il bando” si legge ancora nella nota “prevede la realizzazione di percorsi didattici ed educativi nell'ambito della struttura del Centro Ricerche sulla Biodiversità, che, attraverso la creazione un circuito di laboratori didattici, possa costituirsi come luogo simbolo per i giovani studenti del nostro territorio per l'apprendimento di nozioni e buone pratiche legate ai temi dell'agricoltura biologica e dell'educazione alimentare.”